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> Oliviero Toscani
 
AlexSvoboda
Inviato il: Venerdì, 11-Apr-2008, 16:56
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« Il conformismo è il peggior nemico della creatività.

Chiunque sia incapace di prendersi dei rischi

non può essere creativo. »

Oliviero Toscani

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Conosciuto internazionalmente come pubblicitario dietro i più famosi giornali e marchi del mondo, creatore di immagini corporate e campagne pubblicitarie per Esprit, Chanel, Fiorucci, Prenatal. Come fotografo di moda ha collaborato e collabora tuttora per i giornali Elle, Vogue, GQ, Harper's Bazaar, Esquire, Stern.

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Dal 1982 al 2000 (per 18 anni), si è occupato della pubblicità della Benetton, sviluppando anche la sua presenza online; ha creato anche Playlife, ramo sportivo della Benetton. Nel 1990, ha fondato il giornale Colors. Nel 1993, ha fondato Fabrica, centro internazionale per le arti e la ricerca della comunicazione moderna, la cui sede è stata progettata dall'architetto giapponese Tadao Ando. Fabrica ha prodotto progetti editoriali, libri, programmi televisivi, mostre ed esposizioni per: Onu, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, La Repubblica, Arte, Mtv, Rai, Mediaset, e films che hanno vinto tre premi della giuria a Cannes e al Festival del Cinema di Venezia.

Hanno alzato molta polvere e controversie la promozione di immagine come un giovane prete e suora che si baciano, un neonato ancora attacato alla madre con corda ombelico, un amazzato dalla mafia per strada con il sangue che cola, un morente di Aids con famiglia. L'ideazione dell'immagine visiva universale Benetton, uno dei suoi lavori piu' prestigiosi, gli ha valso numerosi premi, tra cui il Grand Prix d'Affichage e il Grand Prix Unesco. Nel 1989, ha vinto il Leone d'Oro al Festival di Cannes per uno degli spot televisivi da lui diretti.

Oliviero Toscani vive in Toscana con la moglie Kirsti e tre figli, Rocco, Lola e Ali. Produce vino e olio d'oliva e alleva cavalli Appaloosa. Ha tenuto per un anno lezioni in communicazione al'Universita della Sapienza a Roma. La sua passione per la fotografia non è spenta però, ed è pieno di entusiasmo e nuove idee (come fotografare i viaggiatori a Fiumicino con ironia notando il loro vestiario, o usare come modelli per il nuovo catalogo alcuni cittadini Palestinesi)

Recentemente Toscani torna a scioccare con la campagna contro l'anoressia, per la quale ha fatto molto discutere ma 'indiscutibilmente' ha certamente centrato l'obiettivo.


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AlexSvoboda
Inviato il: Venerdì, 11-Apr-2008, 19:48
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Si, siamo Calabresi
E' la Calabria in bluejeans firmata Oliviero Toscani, all'insegna del creativo slogan dal sapore evangelico:
"Gli ultimi saranno i primi".


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Oliviero Toscani, campagna per i latifondi della Regione Calabria 2007


Terroni?, Malavitosi?, Incivili?, I peggiori?, Gli ultimi della classe?, Inaffidabili?
Si, siamo calabresi…
(il si senza accento apposta...)


Ma i ritratti corali di quei giovani volti calabresi sono puri, come le magliette bianche che tutti indossano. Ragazzi uguali, nella speranza e nei sogni, ai loro coetanei milanesi, newyorkesi, berlinesi. Così lo scatto fotografico di Oliviero Toscani capovolge il significato negativo degli slogan per ironizzare sulla loro banalità.
Parte con una “provocazione” mediatica di Oliviero Toscani la nuova campagna istituzionale della Regione Calabria: Gli ultimi saranno i primi.

Un Toscani quasi inedito, quello di quel giorno... concentratissimo, quasi "invisibile": c'erano i "suoi" ragazzi - uno sciame di fanciulli che scorrazzava a due passi dal mare - e, nei pressi, un signore con la barba e un maglione e, appunto, una macchina fotografica.

La presentazione è avvenuta in anteprima a Roma, nella Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, dove sono intervenuti il presidente e il vicepresidente della Regione, Agazio Loiero e Nicola Adamo, assieme al fotografo Oliviero Toscani.


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“Confesso che quando ho visto quelle foto per la prima volta – ha affermato il presidente della Regione Calabria Loiero – sono rimasto scioccato per la carica di eresia che esse comunicano. Non nego che da noi ci siano gravi problemi, tra cui una diffusa criminalità. Però è anche vero che i calabresi sono genericamente inseriti in un contesto mediatico che identifica tutti come criminali. Spesso le cose cattive convivono con le cose eccellenti che restano nel silenzio. Purtroppo i media sono selettivi e una notizia cattiva entra più facilmente nelle pagine dei giornali.
Di questa brutta immagine ne soffrono per primi proprio i calabresi onesti, i calabresi che vivono fuori e all’estero. Per questo abbiamo cercato una campagna choc. Al punto in cui siamo arrivati, alla luce di quanto è accaduto negli ultimi mesi, abbiamo fatto la scelta di restituire fiducia e speranza. Anche perché in Calabria si stanno facendo cose importanti e positive che trovano ostacoli per il cambiamento”.

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“Gli stereotipi – ha aggiunto Loiero – ci sono e non sono governabili. Il pregiudizio si è consolidato in tanti anni e dobbiamo farci i conti. Per questo la Regione dovrà prendere un forte impegno per migliorare la scuola e la formazione, necessarie ad educare i giovani alla democrazia, alla convivenza ed alla legalità. Il rilancio dovrà avvenire con l’attuazione dei fondi strutturali, perché è vero che abbiamo limiti ma possediamo anche risorse straordinarie”.

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AlexSvoboda
Inviato il: Venerdì, 12-Set-2008, 11:20
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Gli italiani hanno perso la faccia. O forse la faccia è la stessa ma, più subdolamente (e pericolosamente), è cambiato il loro apparire, il modo di porsi davanti agli altri. Di autoconsiderarsi e di voler essere visti. Dai volti che riempivano Il Vangelo Secondo Matteo, film di Pier Paolo Pasolini del 1964, ai profili dei ragazzi di oggi su Facebook e Myspace sembra passata un'eternità, non 44 anni. Che fine hanno fatto le facce degli italiani? Quali sono oggi i volti? Sono davvero cambiati e, se sì, come? Facce e corpi antichi prodotti un tempo dalla fatica, dalle privazioni, dal lavoro e dalla sofferenza contro facce e corpi contemporanei prodotti dalle palestre, dal benessere e talvolta anche dalla chirurgia estetica.

Oliviero Toscani:

Le facce degl'Italiani

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«Quando ho iniziato, 50 anni fa, c’erano facce più nobili, volti più dignitosi, più profondi, facce intense con occhi curiosi. Oggi fotografo occhi spaventati, vittime della nefasta e volgare influenza televisiva: capelli tinti in stile berlusconeide costretti dalla moda sempre più schifosa». E i giovani come sono cambiati? «I giovani sono concavi, con la pancia indentro e gobbi; le ragazze obese, con grandi culi. In tutti l’infelicità di non essere come vorrebbero, come impone il modello tv. E’ drammatico. I 30enni di oggi sono imbranati, vivono con il terrore dell’Aids, serissimi, impauriti e un po’tristi. Perché ci si maschera? Per nascondere le condizioni fisiche, economiche o culturali. Per mescolarsi. Si cerca il consenso con una certa morfologia: altro che Terzo Reich, altro che eroina. Oggi è molto peggio».

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AlexSvoboda
Inviato il: Martedì, 08-Dic-2009, 11:10
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La creatività secondo O.T.

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