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> Neanderthal, Storia di una specie ominide scomparsa
 
AlexSvoboda
Inviato il: Giovedì, 17-Apr-2008, 14:05
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Così parlava l'uomo di Neanderthal

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Ricostruzione del volto di un ragazzo Neanderthaliano


L' Homo di Neanderthal è stato una delle specie umane di maggior successo in assoluto. Per 250.000 anni ha dominato l'Europa, un continente stretto dalla morsa delle ere glaciali e popolato da belve e animali selvatici.

Cinquantamila anni fa, la Francia meridionale è ancora un luogo freddo e inospitale: infatti una morsa di ghiaccio attanaglia ancora l'Europa settentrionale portando un clima polare su gran parte del continente. D'inverno le temperature possono piombare a 25° sotto zero, valori analoghi a quelli attuali del nord del Canada. Branchi di mammut coperti da una folta pelliccia attraversano le praterie battute dal vento. Le foreste danno rifugio a bisonti e daini mentre le cavità nelle formazioni calcaree - sia naturali,sia scavate da questi ominidi - offrono un riparo alle popolazioni umane.

Questi uomini appartengono alla specie di Neanderthal, la prima specie umana ad essersi adattata al freddo e alla vita in questo continente europeo ancora aspro e gelido. L'esistenza che conducono è tra le più dure che l'uomo abbia mai dovuto sopportare, ma questi gruppi sono bene organizzati per la sopravvivenza. Il loro piccolo clan è tenuto unito da legami molto forti, e l'impatto sulle risorse ambientali è limitato.

Per proteggersi dal gelo usano le pelli di animali cacciati che puliscono e usano come abiti. Per prima cosa il Neanderthal separa la pelle dal grasso e dai tendini servendosi di un affilato raschiatoio di selce. Usa i denti come una morsa: la conformazione del volto, molto prominente, consente una ripartizione uniforme dello sforzo su tutto il cranio. I denti sono consumati fino alla radice dall'uso prolungato negli anni soprattutto per ammorbidire le pelli da indossare. La caverna è il centro del loro mondo. Entro queste pareti dormono, mangiano, macellano la carne . Gli scarti e i rifiuti sparsi sul pavimento delle caverne neandertaliane sono poi stati sepolti e, col passare del tempo, si sono fossilizzati, diventando così reperti preziosissimi che hanno rivoluzionato le nostre conoscenze su questi nostri antenati.

Oggi sappiamo che, contrariamente alla credenza comune che li rappresentava come esseri scimmieschi e brutali, la specie di Neanderthal era composta da individui forti, intelligenti e altamente specializzati. La struttura del corpo neanderthaliano è straordinariamente forte. La specie si è evoluta proprio per avere queste caratteristiche:oltre a modellare il paesaggio, i ghiacciai europei hanno determinato anche i tratti della specie di Neanderthal .
Hanno ossa per sopportare grandi sollecitazioni. Anche le articolazioni di gomito, bacino e ginocchio sono ampie. Sagomate dai carichi e dalle pressioni della vita quotidiana, oltreché da muscoli potentissimi, queste ossa appaiono anche arcuate. Messe a confronto con quelle della gamba di un uomo moderno, le ossa di un uomo di Neanderthal non risultano soltanto più spesse e arcuate, ma anche più corte.
Il corpo tozzo e pesante riduce la superficie dell'epidermide e favorisce il mantenimento del calore corporeo. Anche il naso si è evoluto in funzione del clima estremamente rigido. Le cavità nasali sono più larghe delle nostre per contenere più capillari e muco e quindi riscaldare e umidificare l'aria. In tal modo si evitano lesioni ai fragili tessuti interni.

Questa combinazione di caratteristiche fa di quella di Neanderthal la prima specie umana specificamente adattata ad un clima freddo. Anche se ai nostri occhi il loro volto può apparire impressionante, esso è un capolavoro di adattamento evolutivo.

Recenti analisi scientifiche hanno evidenziato aspetti straordinari della vita che conducevano. Le feci fossilizzate possono dirci cosa mangiavano; la struttura dei denti può illuminarci su come ripulivano le pelli degli animali per farne indumenti; le ossa fratturate e deformate sono la testimonianza di una vita tormentata da infortuni e malattie e, in alcuni casi, anche di morti violente e improvvise.

Quello dell'infanzia è il periodo più difficile. Quasi la metà dei reperti fossili neanderthaliani è costituita da bambini al di sotto degli 11 anni. A cinque anni d'età, un bambino ha appena terminato il periodo di allattamento eppure il suo cervello ha una grandezza pari a quella di un adulto dei giorni nostri. Ha capacità fisiche molto sviluppate.Ed è giusto che sia così: in un ambiente come questo, o si cresce in fretta o si muore.Non meno precaria è la vita dei membri più anziani:al massimo 40 anni è la vita, infortuni e fatiche pesano sul suo corpo accelerandone l'invecchiamento.

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"Se si potesse reincarnare un uomo di Neanderthal e mandarlo nella metropolitana di New York, opportunamente lavato, sbarbato e modernamente vestito, dubitiamo che potrebbe attrarre alcuna attenzione". Non ha dubbi il paleontologo statunitense William Strauss: tra un uomo moderno e il suo più illustre antenato, estinto circa trentamila anni fa, non ci sarebbero poi tante differenze nell'aspetto ma nella voce sì.

"Il linguaggio dei Neanderthal secondo le nostre ricostruzioni - ha spiegato Robert McCarthy - mancherebbe del suono delle vocali estreme, /a, i, u/, vocali che invece contraddistinguono il parlare contemporaneo. Le vocali estreme sono le basi del linguaggio, facile capire quindi che ascoltare un uomo di Neanderthal oggi potrebbe apparire lievemente differente dalla nostra maniera di riprodurre suoni".


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AlexSvoboda
Inviato il: Sabato, 20-Set-2008, 19:37
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Ricostruita «Wilma» donna neandertal

Uno studio sul Dna ha permesso di ricreare il volto di una donna della specie umana estinta
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Quando a scuola vi descrivevano l'uomo di Neandertal - sul libro di scienze era un brutto ceffo poco aggraziato. Ma come sarà stato invece la sua compagna? Un team di scienziati e artisti, servendosi in parte di tracce di Dna, ha creato il primo modello di donna neandertal. Il Dna è stato ricavato da ossa risalenti a circa 43 mila anni fa che erano state cannibalizzate. E quando i paleontologi si sono accorti che lo scheletro aveva i capelli di colore rosso hanno pensato bene di chiamarla Wilma. Come la donna di Fred nel noto fumetto dei Flintstones.

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